Il coro Altrocanto

Il coro Altrocanto
La potenza degli spirituals, l'emozione di condividere il canto

Altrocanto è un coro polifonico stabile, attivo dal 2025 nel centro storico di Venezia, nell’ambito delle attività del circolo Auser Olivolo.

Il coro è dedicato agli Spirituals afroamericani, nelle versioni scritte da grandi arrangiatori contemporanei come Moses Hogan, Stacey V. Gibbs, Russel Robinson, William Henry Smith, Tom Fettke e altri. È un’esperienza corale autentica, nata dal desiderio di condividere la forza del canto, valorizzare un patrimonio musicale profondamente umano e creare uno spazio artistico vivo all’interno della comunità veneziana.

Altrocanto si rivolge a chi desidera cantare insieme in un contesto accogliente ma musicalmente curato. Non è richiesta una formazione musicale specifica: sono sufficienti voglia di partecipare, disponibilità all’ascolto e una minima intonazione. Il lavoro avviene principalmente “a orecchio”, con apprendimento diretto delle parti vocali per soprani, contralti, tenori e bassi. A supporto dei coristi è disponibile uno spazio web dedicato con testi, strutture dei brani, tracce audio delle singole voci, video di riferimento e partiture.

Le prove si svolgono ogni giovedì dalle 18:30 alle 20:30 in zona san Francesco della Vigna, a Venezia, con la guida di Marco del Gatto, compositore e arrangiatore italiano, attivo da molti anni nella direzione di cori spirituals e gospel in Italia e in Francia; è richiesta assiduità agli incontri e un piccolo lavoro personale di ripasso durante la settimana, anche solo pochi minuti al giorno, per consolidare le melodie apprese.

Il coro Altrocanto
Gli Spirituals
Il canto dell’anima, la voce degli oppressi

Gli Spirituals afroamericani sono canti nati nei campi di cotone degli Stati Uniti all’epoca della schiavitù (1619–1865). Privati di ogni forma di istruzione, fatta eccezione per la lettura dell’Antico Testamento, gli schiavi vi trovarono una fonte di ispirazione per affrontare la durezza della loro condizione. Trasformarono i racconti biblici in canti di resilienza, adattando le storie sacre alla loro realtà quotidiana.

Impossibilitati a esprimere liberamente il loro desiderio di libertà, usarono le parabole della Bibbia per evocare il proprio dolore, la speranza e persino per condividere messaggi in codice: veri e propri appelli alla fuga o alla resistenza. Questi canti, intrisi di doppi sensi, risuonavano come grida dell’anima nascoste sotto il fervore spirituale.

Per la forza del loro messaggio di libertà, l’intensità della loro espressività musicale e la sorprendente alternanza tra dolore e gioia di vivere, gli Spirituals costituiscono le radici profonde di tutta la musica americana: blues, jazz, soul, rock e, naturalmente, gospel.

Senza tempo, questi canti continuano a trasmettere valori universali: la ricerca della libertà, la resistenza all’oppressione, la speranza in un futuro migliore e il senso profondo della comunità. Non hanno mai smesso di vibrare nei cuori di chi li canta come di chi li ascolta.